Risotto con pomodori al forno alla pugliese e fonduta di caciocavallo podolico.

standard 9 agosto 2017 Leave a response

Ho pensato e ripensato a questo risotto e poi alla fine l’ho finalmente preparato. In realtà questo piatto nasce dalla voglia di preparare i pomodori al forno alla pugliese che solitamente rappresentano il condimento per una pasta espressa o meglio ancora gratinata in forno. Questo salsa è veramente un concentrato di bontà specie se si riesce a prepararla in una pentola di coccio e magari cuocerla direttamente sui carboni con il metodo antichissimo del forno di campagna. Io questa volta mi sono accontentato del mio forno casalingo anche perchè ho preparato una porzione solo per me … In famiglia non amano questo piatto!!! Sono un folle…lo so! Ho preparato un risotto con soli 120 g di riso,  una porzione solo per me ! Ma vuoi mettere la soddisfazione quando un’idea si concretizza e nel migliore dei modi? A me è piaciuto e ve lo consiglio. Se poi non amate i risotti,  potete usare semplicemente la salsa di pomodoro al forno per condire una pasta espressa completandola con le scaglie di tanto buon caciocavallo podolico. Beh ora seguitemi nella preparazione di questa ricetta… Read More

Spaghetti con salsiccia, pomodori secchi e finocchietto selvatico.

standard 15 settembre 2014 5 responses
Questo piatto nasce come ricetta del riciclo infatti ho pensato di associare a della salsiccia che avevo in frigorifero,  i buonissimi pomodori sott’olio e le barbette di finocchietto selvatico che avevo raccolto per profumare le olive in salamoia. Un po’ così per caso ho pensato di preparare questo piatto in una giornata in cui per mancanza di tempo non ci si era organizzati  per il pranzo,  infatti aprendo il frigorifero ovvero lo scrigno magico, ho trovato quei pochi ingredienti che mi servìvano per realizzare un buon primo piatto. E’ risaputo che gli spaghetti sono il formato di pasta preferito dagli italiani , è il formato simbolo dell’italia nel mondo e poi pensare agli spaghetti ci riporta alle origini della pasta , alla convivialità , alla velocità e la versatilità che offrono in cucina,  insomma io li adoro!
Ti salvano e ti risolvono ogni situazione in cui sei impreparato,  basti pensare a quelle cene improvvisate dove si va in crisi perchè magari non si ha  nulla o quasi nulla in casa ,  ed è proprio da quelle poche cose che il piu’ delle volte, se sapientemente mescolate, vengon fuori dei grandi capolavori. In questo piatto poi si respira aria di Puglia al 100%, infatti troviamo la pasta prodotta con il buon grano pugliese, i pomodori del tavoliere che son stati sapientemente trasformati in conserva sott’olio,  il finocchietto selvatico ed il pecorino canestrato  della murgia barese . Sono loro i veri protagonisti di questo piatto. Eccovi questa mia interpretazione che vi posso garantire ha avuto molto successo, percio’ provateli!!!

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Tarallini dolci al vino rosso.

standard 22 gennaio 2013 9 responses
Oggi finalmente voglio condividere con voi tutti una ricetta tradizionale della mia beneamata Puglia. Chi di voi non conosce i tarallini dolci al vino? Beh se qualcuno non li ha mai assaggiati,   oggi è la giornata giusta! Infatti sto’ per darvi la ricetta per prepararveli a casa e poi per gustarveli comodamente sul divano. Di questa ricetta ci sono diverse varianti con o senza l’aggiunta di semi di anice o finocchio, con o senza uvetta sultanina, poi c’è la versione con l’uso del vino bianco o del Moscato di Trani, percio’ paese che vai,  ricetta ed usanze che trovi! E non solo….ognuno li chiama diversamente, chi tarallini dolci, chi ciambelline dolci, chi taralli al vino, chi vinelli, ma quello piu’ folkloristico è sicuramente “Mbriachidd” ovvero tarallini ubriachi. Io li ho fatti ubriacare con un vino strepitoso , di un colore rosso rubino e da un profumo fantastico , infatti ho usato nella mia personale interpretazione il Primitivo di Manduria. Questa essendo una ricetta tradizionale ha veramente una miriade di varianti,  percio’ a seconda dei vostri gusti potete aggiungere oppure omettere alcuni ingredienti. Fatta la premessa,  ora si fa sul serio! Tutti in cucina per preparare questi golosissimi tarallini al vino rosso. Seguitemi…………….

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Capunti di grano arso con cime di rape alla pugliese.

standard 12 gennaio 2013 11 responses
Potremmo iniziare questo post cantando la canzone di Caparezza “Vieni a Ballare in Puglia” con il suo sound coinvolgente ed il suo testo di denuncia . Noi di questa bella canzone prendiamo quella che è la voglia di vivere la Puglia e di celebrarne le sue bellezze,  in primis i sui prodotti tradizionali ed i piatti ad essi legati. Questi capunti prodotti con semola di grano duro e farina di grano arso sono l’emblema della tradizione della capitanata ovvero  Foggia e provincia, dove ancora oggi troviamo la maggior produzione di grano duro e dove anticamente veniva raccolto il grano bruciato,  infatti i contadini  per sfamarsi spigolavano nei campi di grano dopo la bruciatura della stoppia e da questi chicchi di grano bruciato nasceva una farina scura dal sapore e dal profumo molto intenso di bruciato. La tradizione di produrre pasta in casa ha poi contribuito alla nascita di diversi formati tra cui le orecchiette, i cavatelli e i cicatielli o  capunti confezionati utilizzando una piccola parte di farina di grano arso (massimo il 30%) e semola di grano duro. Oggi sono cambiate un po’ di cose ed il grano duro viene tostato di proposito per produrre questa antica farina che serve non solo per la pasta ma anche per la panificazione. Da buoni pugliesi abbiniamo i capunti di grano arso con la verdura,  ed in particolare con le cime di rape e condiamo con un solo  filo di olio extravergine di oliva. Nasce così un piatto perfetto che vede una serie di ingredienti tipici della nostra amata regione che la rappresentano  al meglio. Io ho aggiunto qualche altro ingrediente per rafforzare il gusto,  come le acciughe , l’aglio , il peperoncino e per finire le briciole dorate  del buonissimo pane di Altamura . Pensate che sia perfetto questo piatto? Allora provate a prepararlo , è facilissimo e velocissimo come tutte le mie proposte.
Per il 17 gennaio vorrei proporvi di preparare un buon tiramisù, così ognuno di noi potrà contribuire alla difesa del made in italy nel mondo ed ha combattere il fenomeno dei prodotti “taroccati” all’estero. Se vi interessa approfondire vi lascio un link dell’inziativa che coinvolgerà le piu’ grandi associazioni e organizzazioni di chef  e maestri di cucina e perchè no anche noi foodbloggers. (Sesta edizione della Giornata Internazionale delle Cucine Italiane (IDIC – International day of Italian Cuisines) si celebrerà in tutto il mondo il prossimo 17 gennaio 2013.)

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Taralli intrecciati.

standard 23 novembre 2012 9 responses
Cosa c’è di meglio di un tarallo per un aperitivo o per stuzzicare durante la giornata? Credo proprio nulla che possa batterli,  infatti sono uno tira l’altro,  specie quando sono fragranti e sanno di buono!La ricettina di oggi riprende la classica ricetta dei taralli napoletani con la sugna e pepe. Una ricetta molto antica ma ancora oggi attuale e molto diffusa in Campania e non solo. Io vi propongo una mia interpretazione della ricetta delle famose sorelle Simili che ho provato e riprovato e che non mi ha mai deluso. Percio’ poche chiacchiere , laviamoci le mani, indossiamo il grembiule ed andiamo in cuicna, perchè oggi ci sarà parecchio da lavorare! La ricompensa per il nostro lavoro,  sarà un fragrantissimo tarallo al pepe con un calice di buon prosecco freddo! A voi la mia ricetta.

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CONSIGLIA Risotto al salto